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La formula felice: miele, frutta, cioccolato amaro
D WEB, la Repubblica delle Donne, 17 Novembre 2007
 
Buona notte! E non ingrassi! PDF Stampa E-mail
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Redazione DietaGIFT   

sleepy-dinner.jpgCon sempre maggiore chiarezza si delineano i fattori che giocano un ruolo decisivo nel mantenimento del corretto peso forma. Gli interpreti in questo complesso gioco di equilibri e reciproche interazioni sono molti: in primis la leptina di cui abbiamo più volte parlato, ma anche l'insulina, gli ormoni tiroidei, il GH (l'ormone della crescita), il cortisolo (quello dello stress) e molti altri.

Anche le nostre abitudini di vita, naturalmente, giocano un ruolo essenziale nel facilitare o, al contrario, contrastare delle corrette interazioni tra i cicli naturali di questi ormoni. Ad esempio sono stati pubblicati lavori che mettono in evidenza l'importanza del riposo notturno. Dopo aver constatato che molti insonni cronici sono perennemente affamati e tendono ad ingrassare in maniera anormale, si è chiarita la stretta connessione tra qualità del sonno e corretto equilibrio dei cicli ormonali. In particolare la leptina risulta fortemente influenzata da un sonno non soddisfacente (Laposky et al.: Altered sleep regulation in leptin-deficient mice).

Il ciclo di questo importante ormone è circadiano: raggiunge il massimo durante la notte e si riduce durante le ore diurne. Spezzare tale ritmo naturale porta a gravi disordini metabolici (essendo la leptina il più potente regolatore degli equilibri energetici dell'organismo): bastano poche notti di pessimo sonno per abbatterne i livelli anche del 25%!

E cosa faccia la leptina ormai lo sappiamo: se non porta il suo messaggio all'ipotalamo, il cervello non percepisce correttamente i segnali di sazietà (a causa dell'iperattivazione del neuropeptide Y - NPY) e l'attivazione dei segnali ipofisari di stimolo metabolico (tiroideo, ovarico/testicolare, surrenale, muscolare) subisce un netto rallentamento.

Il messaggio che giunge all'organismo da un sonno interrotto è quindi simile a quello di carenza di cibo: il cervello legge "Fame!" e la risposta è una ricerca nervosa di cibo, mentre di converso il metabolismo rallenta.

In aggiunta a questo, un cattivo sonno induce anche resistenza insulinica, che a sua volta causa resistenza leptinica, in un circolo vizioso che ha molti aspetti negativi, tra cui, come detto, la tendenza all'ingrassamento.      

Ecco quindi che un sonno ristoratore, della giusta durata e di buona qualità, ha un potente effetto di regolazione sul complesso ormonale preposto al mantenimento degli equilibri naturali. A questo proposito è bene osservare che, benchè le esigenze di durata del sonno siano individuali, esistono però studi che individuano una soglia minima per il buon funzionamento del meccanismo sonno-veglia: scendere sotto le 5 ore di riposo rischia di compromettere seriamente l'equilibrio leptinico.

Riposare bene diventa quindi uno strumento importante, insieme a corretta alimentazione ed adeguata attivazione fisica, per prenderci cura della nostra stabilità metabolica.

Buona notte, allora!

Forse non dimagriremo dormendo, come promettono magiche pillole da ammiccanti spot televisivi, ma certo regaleremo al nostro organismo preziose ore libere, in cui i nostri cicli ormonali possano seguire i loro andamenti naturali nel modo più rispettoso.