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Redazione DietaGIFT   

la dietaLa dieta bruciagrassi è un insieme di regole, talvolta anche slegate tra loro, per stimolare il metabolismo a mobilizzare i depositi adiposi, contro la tendenza naturale a conservarli.

 

La dieta è stata elaborata da un medico inglese, Caroline M. Shreeve, che afferma di averla mutuata da una cura in auge presso l'ospedale di Perth in Australia.

I menu settimanali vengono studiati in modo da avere le seguenti caratteristiche: grandi quantità di cibi sazianti (verdure crude o cotte), sfruttamento dell'effetto termogenico delle proteine, utilizzo di cibi a “potere calorico negativo” (sedano, cavolino di Bruxelles, il cui “costo metabolico digestivo” supera l'apporto calorico), scelta di cibi a basso indice glicemico, uso di acidi grassi omega 3 e in genere insaturi, scelta di alimenti ricchi di cromo e iodio, nonché di acido idrossicitrico (pompelmo, garcinia) come inibitore della lipogenesi.

Vantaggi

Le raccomandazioni della Shreeve sono senza dubbio condivisibili. Chiunque cambi le sue abitudini alimentari inserendo gradualmente quelle suggerite, avrà un miglioramento complessivo non solo del suo sovrappeso (talvolta) ma soprattutto della sua salute generale.

Svantaggi

Privilegiando solo cibi bruciagrassi si può andare a scapito di un'alimentazione equilibrata sotto altri versi. Una dieta completa non può tenere conto solo di un aspetto degli alimenti (la loro supposta attitudine alla mobilizzazione dei depositi), ma anche della percentuale di nutrienti, della distribuzione dei pasti nella giornata, dell'attività fisica (che resta, in fondo, il più potente “bruciagrassi” per il nostro organismo).  E, a colazione, dimentichiamoci la margarina.