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Dieta Metabolica PDF Stampa E-mail
Redazione DietaGIFT   
 
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diet-pills2-small.jpgLo studio dei diversi “tipi metabolici” ai fini del dimagrimento è stato analizzato negli anni '50 dal biochimico americano George Watson, che definì le caratteristiche degli individui con metabolismo lento (ipoossidatori), veloce (iperossidatori) o normale.

In Italia ha recentemente ripreso i suoi studi, integrandoli, il Dr. Marcello Mandatori, che ha impostato un regime dietetico mirato a questi tre tipi metabolici.

Chi ha metabolismo lento, secondo l'autore, dovrà preferire cereali non integrali (?) e legumi a cena, ed escludere verdure ricche di purine (asparagi, spinaci, cavolfiori). Chi ce l'ha veloce deve invece mangiare cereali integrali, insaccati, selvaggina, formaggi stagionati, margarina, verdure ricche di purine.

Il neutro è una via di mezzo, e deve quindi seguire i consigli del lento in primavera-estate e del veloce in autunno-inverno. Per stabilire l'appartenenza all'uno o all'altro tipo occorre rispondere a un piccolo test o effettuare un test di sensibilità agli odori.

Vantaggi

Uno studio dei pazienti di tipo individualizzato, con una certa attenzione alle caratteristiche metaboliche, è certo auspicabile da parte di ogni dietologo. Certo sarebbe più completo un esame individuale che tenesse conto delle caratteristiche ormonali (tiroidee, ipofisarie, delle gonadi), ma anche enzimatiche e biochimiche, non certo riducibili a tre (in realtà due) tipi limite.

Svantaggi

Come detto sopra, una divisione del “mondo” in due categorie rischia di essere fortemente riduttiva, togliendoci armi terapeutiche, invece di darcene. Inoltre appare del tutto arbitraria, la scelta dei cibi da dare all'uno o all'altro tipo metabolico (molto discutibile la scelta di cibi raffinati e di margarine).

Non si tiene conto, infatti, che un'accelerazione metabolica è senza dubbio salutare per la maggior parte dei pazienti (Mandatori infatti afferma che i “lenti” sono il 65% del totale), e che tale accelerazione può essere raggiunta senza grandi difficoltà con una diversa distribuzione dei pasti (colazione ricca) e attraverso il movimento fisico.

Non è certo con colazioni a calorie zero, come quelle suggerite ai metabolizzatori lenti dall'autore, che il metabolismo si risveglierà.


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