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Dieta Progressiva PDF Stampa E-mail
Redazione DietaGIFT   
 
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la dietaLa dieta progressiva (o “metodo progressivo”) è stata sviluppata in anni recenti dal medico siciliano Michele D'Antoni, che ha cercato una soluzione al continuo fallimento delle diete ipocaloriche.

Poiché abbassando il numero di calorie assunte da un paziente, inevitabilmente si ha - assieme ad un primo dimagrimento - un forte rallentamento metabolico a cui seguiva un successivo ingrassamento, l'autore ha cercato una via per ovviare a questo problema.

La soluzione proposta riduce con gradualità le calorie assunte da chi deve dimagrire, passando gradualmente (ad esempio) da 2.000 kcal fino a 800 kcal/giorno, finché si ottiene un dimagrimento. Poi, raggiunto il peso ideale, si deve risalire con altrettanta gradualità, a 1.000, poi 1.200 e così via fino alle 2.000 kcal originarie. In questo modo - dice l'autore - non si avrà recupero di peso indesiderato.

Nella composizione dei menu viene in ogni caso scelta la (discutibile) via della forte riduzione dei grassi a favore di un maggiore apporto di carboidrati, come nella fallimentare campagna USA degli anni '80.

In ogni caso, l'autore promette - in copertina - la perdita di 15 kg in due soli mesi.

Vantaggi

L'attenzione all'aspetto metabolico del dimagrimento è un fatto positivo, spesso colpevolmente trascurato da molti dietologi che - dopo avere fatto perdere ai propri pazienti solo acqua e massa magra, lasciandoli con ritmi metabolici drasticamente rallentati - si dimenticano di  graduare il ritorno alla normalità, provocando un reingrassamento veloce, tristemente noto come effetto “yo-yo”.

Una dieta ipocalorica, anche se graduata, comporta comunque sempre un effetto più o meno lungo di stasi metabolica, con tutte le conseguenze negative sulle risposte naturali dell'organismo.

Svantaggi

Il più grave è quello del forte calo metabolico (quando si tratta con 800 kcal un organismo che ne richiederebbe 2.000). A un calo di quella portata corrisponde un rallentamento di tutte le funzioni immunitarie, della detossificazione, delle attività epatiche e renali, dell’attività della milza nel controllo delle cellule difettose.

Un rischio che certo non vale la pena di correre quando con diete bilanciate è possibile perdere peso (forse più lentamente) in modo del tutto naturale.

Con una dieta ipocalorica il peso si perde sempre per eliminazione prevalente di liquidi e di massa magra. Non appena la dieta si interrompe, il corpo ripristina in toto la situazione precedente. Talvolta con gli interessi.


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