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Che mangione quel Phelps! Bufale e olimpiadi.. PDF Stampa E-mail
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di Luca Speciani   

Da giorni le notizie sulle Olimpiadi di Pechino, in cui lo straripante nuotatore americano Michael Phelps ha raggiunto l'incredibile record di ben 8 medaglie d'oro, sono arricchite da inquietanti chiacchiere sulla sua supposta alimentazone quotidiana, che pare essere abbondantissima.

Chi ha fatto i calcoli sulla montagna di cibo di cui il nuotatore si nutre ha stimato circa 12.000 kcal assunte nel corso della giornata. Davvero molte, se si considera che un sedentario della sua stazza può consumarne 2000-2500, e uno sportivo medio 3500-4000 in funzione della durata e dell'intensità del suo allenamento. Sorvoliamo pietosamente su quei cronisti che, commentando la notizia, hanno detto che "poiché il consumo medio di una persona è di circa 1500 kcal, è come se mangiasse per otto persone!". Forse sarebbe ora che qualcuno capisse che le "dietine" da rivista da 1200 kcal/giorno sono solo un'astrazione creata da redattrici incompetenti, e non rispecchiano in alcun modo la normale fisiologia dell'individuo. Resta il fatto che - supposto che sia vero quanto riportato, e che comunque immaginiamo legato a momenti di massimo carico sportivo - Phelps mangia come tre atleti sani e "normali", e di questo dobbiamo e possiamo discutere. Se fosse infatti vero che "una caloria è sempre una caloria" come ahimé molti ancora sostengono, Phelps sarebbe un ciccione. Il suo organismo, invece, evidentemente lavora leggendo dei "segnali" diversi, che può essere interessante analizzare.

La descrizione dell'alimentazione del nuotatore è piuttosto curiosa. Ma ha alcuni punti interessanti su cui DietaGIFT ha già avuto modo di discutere: una colazione ricchissima fin dal primo mattino, comprendente tra l'altro ben 8 uova intere; tre soli pasti al giorno, anche se molto ricchi, e sempre bilanciati tra proteine e carboidrati; nessuna limitazione quantitativa agli stimoli naturali della fame; grandi quantità di frutta e verdura (ed anche di tutto il resto..). Incominciamo quindi dalle uova. Non dovrebbe il povero Phelps avere un colesterolo a livelli da pre-infarto? Perché molte persone oggi temono come la peste l'assunzione di più di un uovo al giorno, temendo chissà quali disastri vascolari. La verità scientifica, da noi più volte spiegata in questa sede, è che l'assunzione di colesterolo esogeno (introdotto con l'alimentazione) è uno dei più potenti inibitori della produzione interna del colesterolo stesso. Produzione interna che è invece alla base degli scompensi di chi ha una situazione lipidica sfavorevole nel sangue. In altre parole: più colesterolo mangiamo e meno ne produciamo, in modo da bilanciare in qualche modo la situazione. Il vero "generatore" di colesterolo è l'eccesso calorico, ma pare che nemmeno quello generi problemi a Phelps. E dunque?

La questione sta in questi termini: un'assunzione così elevata di calorie (raggiunta immaginiamo per gradi, via via che il carico di lavoro cresceva negli anni) genera un continuo stimolo del segnale del mediatore chiamato leptina, che manda le sue informazioni sulla disponibilità di cibo e di energia direttamente all'ipotalamo (la nostra centralina di regolazione metabolica cerebrale). L'ipotalamo, ricevuto questo segnale di grande disponibilità abbinato a segnali di grande consumo (il duro allenamento quotidiano) orienta attraverso l'ipofisi l'attività dei modulatori metabolici verso la tiroide, i muscoli, le ossa, l'apparato genitale. Ciò significa che una grande parte di quanto assunto viene "sprecata" sotto forma di calore (switch tiroideo) e un'altra grande frazione viene indirizzata alla costruzione muscolare, in lui particolarmente marcata. Ciò che invece assume evidentemente in quantità adeguata sono i principi vitaminici, minerali ed antiossidanti contenuti nei cibi che assume. Volendo migliorare il suo menu, dunque, non ridurremmo le uova, né le calorie, ma elimineremmo quella piccola parte di "cibi spazzatura" che ne fanno parte (fortunatamente non grande): le bevande energetico-caloriche, i muffin, i cibi zuccherati. E al posto di qualche fetta di pizza, magari preferiremmo una buona bistecca con patate. Forse meno sfiziosa, ma certo anche meno salata e piena di oli stracotti.

In sintesi: Phelps può mangiare così tanto senza patire danni solo perché i suoi livelli metabolici sono altissimi, e ciò è dovuto, come sostiene DietaGIFT, ai segnali provenienti da:
- colazioni ricchissime
- adeguate quantità di proteine
- un'intensissima attività fisica
- un'età che favorisce i consumi
Questi fattori sono capaci, anche in condizioni non completamente favorevoli (cibi spazzatura..), di mantenere elevatissimi i consumi senza che vi sia alcun accumulo di grasso in eccesso. Non è un caso che DietaGIFT, in relativa indipendenza dalle calorie assunte, suggerisca queste stesse vie per favorire il dimagrimento attraverso l'incremento dei ritmi metabolici naturali.
Se qualcuno ancora pensa che la gente possa dimagrire con le "dietine" da 1200 kcal senza farsi del male, che l'appetito di Michael Phelps possa fargli presto cambiare idea!

 
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