Advertisement
Home
Diete drastiche fino al digiuno: fanno male? PDF Stampa E-mail
di Luca Speciani e Lyda Bottino   
 
Valuazione utenti    (0 voto)
Pagina vista 1631    

Diete drastiche: si o no? Le più recenti ricerche sulle conseguenze per l'organismo di regimi alimentari ipocalorici sfatano molti falsi miti. È infatti ormai un dato assodato che il digiuno sia dannoso anche per le masse muscolari, che anziché essere protette  sono erose dalla mancata introduzione di calorie nell'organismo.

Sono del tutto fuorvianti, a tal proposito, pubblicazioni che sembrano avvalorare l'ipotesi che una drastica riduzione delle calorie protegga le masse muscolari.

In realtà questi lavori, nonostante altisonanti titoli, come il lavoro danese di Sreekumaran e coll. del 2001, ad una lettura più approfondita dimostrano solo che la produzione di GH (ormone della crescita) in seguito allo stimolo ghrelinico indotto dal digiuno, non protegge la perdita di muscolo in assoluto, ma la riduce solo del 50 per cento. Il dato è senza dubbio rilevante ma non va dimenticato che... l'altra metà va persa!

Alcuni entusiasti del digiuno utilizzano invece tale lavoro per sostenere addirittura che il digiuno protegga dalla perdita di muscolo: nulla di più sbagliato. Infatti, come documentato fin dal 1997 da Schwartz et al. sul NEJM, il digiuno fa cadere i livelli di leptina, la molecola-segnale prodotta dalle nostre cellule adipose, che influenza la risposta ipotalamica verso l'accumulo o il consumo.

La drastica caduta dei livelli di leptina invia all'ipotalamo un segnale di carestia che determina un rallentamento metabolico. In pratica l'organismo capisce che poiché l'apporto energetico è ridotto, deve bruciare meno. Ciò, oltre ad avere come estrema conseguenza la soppressione della fertilità, può causare anche ridotta funzionalità tiroidea. E, in buona sintesi, va a rallentare ogni maldestro tentativo di dimagrimento che si basi sulla restrizione calorica.

Un altro lavoro del 2002, (Douyon et al.), dimostra che tra i cambiamenti indotti da fame severa c'è un incremento nella secrezione di cortisolo: fatto questo correlato a inibizione del sistema immunitario e - ove prolungato fino all'esaurimento - anche alla depressione.

Il dato certo, dunque, è che il digiuno fa perdere muscolo e abbassare il metabolismo.

Ciò è solo uno dei tanti danni provocati da un regime alimentare basato su un insufficiente apporto calorico. Tale effetto si esplica inoltre in modo drammatico sui centri di fame e sazietà ipotalamici. Il lavoro di McAlister et al. del  2004 dimostra infatti con eleganza che bastano due giorni di digiuno per far impennare i livelli di NPY (neuropeptide Y), peptide che stimola l'assunzione calorica e l'accumulo energetico, con un effetto prolungato fino a 4 giorni dopo la reintroduzione di cibo.

A questo squilibrio conseguono poi attacchi di fame difficilmente controllabili, talvolta erroneamente indicati come “attacchi bulimici” in totale assenza di correlazione psicologica. A tale proposito vedi quanto scritto da A. e L. Speciani nel volume “Anoressia e bulimia” pubblicato nel 2009 da Giunti. 

Nella letteratura scientifica sull'argomento sono ormai numerosi gli articoli che dimostrano i danni da digiuno e da diete ipocaloriche, contro poche infondate teorie che solo apparentemente ne segnalano un beneficio. Apparentemente, dicevamo, proprio perché, a ben vedere, anche queste controverse posizioni possono soltanto sostenere una limitazione di danni, non certo un beneficio.

Se limitato beneficio ci può essere sarà senza dubbio limitato al momento depurativo, alla disintossicazione, al momento di “respiro” concesso agli organi emuntori: reni, fegato, pelle. Certo la logica di “strafogarsi” di cibo spazzatura in quantità e qualità inadeguate per lunghi periodi, cercando poi di correggere il tiro con un altro atto estremo (il digiuno) di opposta direzione, non pare una via equilibrata verso il proprio benessere.

Al di là di ogni suggestione mistica (il digiuno è stato adottato da molte religioni per “mortificare” il corpo e stimolare la vita “spirituale”, forse ignorando la profonda unità tra corpo e mente...), restituiamo la parola alla scienza, almeno dal punto di vista (chiaro e di difficile fraintendimento) relativo alla conservazione della massa muscolare: per noi fondamentale nell'accompagnare il processo di dimagrimento e il sostegno alle funzioni metaboliche.

Il modo migliore per stimolare il GH è ripristinare un corretto segnale leptinico con le molte regole previste dalla dieta GIFT in questa direzione. Il digiuno, breve o prolungato che sia, va - come inequivocabilmente indicato dai lavori in letteratura - esattamente nella direzione opposta. 


Commenti utenti (0)

Nessun commento postato

Aggiungi il tuo commento



mXcomment 1.0.9 © 2007-2010 - visualclinic.fr
License Creative Commons - Some rights reserved


GIFT Community

Prossimi appuntamenti

Incontri pubblici
Bologna - 11.09.2010
Nutrizione metabolismo al SANA 2010
Corsi e stage
Lago di Osiglia (SV) - Da: 17.09.2010 - A: 19.09.2010
Dimagrimento e Benessere in un'autentica vacanza sportiva
Incontri pubblici
San Miniato (PI) - 21.09.2010
La dieta intelligente

Chi c'è online

Abbiamo 22 visitatori online