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La composizione e le modalità di assunzione del latte materno - alimento da tempo riconosciuto come ideale per il cucciolo d'uomo - hanno notevoli analogie con i suggerimenti GIFT per una corretta alimentazione. Non è un caso. Condividono infatti le stesse dinamiche di segnale volte ad una piena conservazione della salute.
Da decenni ormai il latte materno è considerato a pieno titolo il cibo perfetto per ogni cucciolo. Le caratteristiche qualitative e quantitative del latte, diverse da specie a specie, rappresentano un interessante campo di studio per valutare le diversità nei fabbisogni delle varie specie animali, uomo compreso. Dopo la "sbornia" degli anni '70 e '80 del secolo scorso, in cui gli interessi commerciali delle aziende produttrici dei latti artificiali avevano convinto molte madri a rinunciare all'allattamento al seno, oggi una valanga di lavori scientifici ha documentato l'importanza fondamentale dell'alimentazione esclusiva con latte materno, almeno per i primi sei mesi di vita del cucciolo d'uomo (raccomandazione ufficiale dell'Accademia Americana di Pediatria), con effetti macroscopici sulla salute futura del bambino che - se allattato al seno - risulta più protetto dal punto di vista immunitario, dalle malattie cardiovascolari, dai problemi di crescita, dall'obesità, dai danni neurologici ecc.
Se analizziamo la composizione quali-quantitativa del latte materno possiamo subito mettere in evidenza alcune peculiarità che lo contraddistinguono, come ad esempio:
- il contenuto in acqua (87%), sufficiente a garantire una perfetta idratazione al neonato (a cui serve il 13-15% del proprio peso in acqua ogni giorno, contro il 2-4% nell'adulto)
- il residuo fisso, ovvero la quantità di sali minerali, che dev'essere contenuto per facilitare l'escrezione renale del neonato
- una ripartizione calorica dei macronutrienti del tipo 40-10-50 (carboidrati, proteine, grassi)
- la presenza di proteine ad altissimo valore biologico (cioè ricche di un mix completo di aminoacidi essenziali)
- la sua freschezza (è secreto al momento, e mai a lungo accumulato o immagazzinato)
- un profilo aminoacidico ideale per la crescita nervosa, diverso da quello di altre specie, e - per lo stesso motivo - una quantità di colesterolo una volta e mezzo superiore rspetto al latte vaccino
- un profilo lipidico, ricco di omega 3 e di acido oleico, molto diverso rispetto al latte vaccino, che ne è privo
- una grande quantità di vitamine idro e liposolubili importantissime per la crescita del bambino
- un profilo zuccherino che prevede, oltre al lattosio, una gran quantità di molecole favorenti l'attecchimento intestinale della flora batterica ospite naturale simbiotica
- il contenuto di una certa quantità di leptina e di insulina per la modulazione delle risposte enrgetiche e metaboliche
Tra le raccomandazioni dell'Accademia Americana di Pediatria si trova anche:
- la raccomandazione all'utilizzo esclusivo di latte materno per i primi sei mesi
- l'opportunità che i neonati vengano allattati ogni volta che mostrino segni di fame
- la raccomandazione al non utilizzo di supplementi zuccherati o glucosati, neppure sul succhiotto.
Anche in presenza di carenze alimentari della madre, il latte tende a non cambiare la propria composizione qualitativa. Il neonato è dunque protetto (a spese della madre) nella sua crescita.
La risposta immunologica tra bimbi allattati al seno o con latte artificiale è talmente diversa che i testi universitari (Bartolozzi-Guglielmi, Pediatria, 2009) suggeriscono una valutazione diversificata dei dosaggi vaccinali.
Alcuni autori si sono spinti a considerare il latte materno addirittura come un "tessuto", tante sono le funzioni che svolge all'interno dell'organismo. In quest'ottica è chiaro che l'assunzione di latte artificiale può rappresentare un insulto immunologico simile a quello di un trapianto. Ma le notizie sorprendenti non finiscono qui.
In un neonato pretermine, che ha quindi esigenze diversificate rispetto al neonato a termine, il latte della madre si modifica! Il dato sembra stupefacente, ma è così: il contenuto proteico si alza del 15% e quello lipidico del 30%, adattandosi alle maggiori richieste plastiche ed energetiche del bimbo.
Ancora sorprendente è il fatto che il latte si modifichi nella sua composizione nel corso della giornata. Al mattino il contenuto di grassi è più alto, mentre si riduce la sera.
Ogni mamma inoltre si sarà accorta del fatto che la composizione varia anche nel corso della poppata: latte più acquoso e trasparente ad inizio pasto (funzionalmente equivalente in un adulto ad un inizio pasto con frutta o verdura) e latte più denso e cremoso verso fine poppata.
Insomma, riusciamo a riconoscere qualcosa di familiare in queste caratteristiche? Chiunque mastichi un po' di dieta GIFT si sarà reso conto del fatto che il latte materno rispetta le regole:
- della colazione ricca e della cena povera
- di un consumo adeguato di grassi (di qualità) e di colesterolo
- dell'inizio dei pasti con frutta e verdura
- dell'alimentazione a richiesta regolata dalla fame
- di un'adeguata quantità di proteine (di alto valore biologico), che può crescere nei momenti di maggior fabbisogno
- di un'adeguato apporto, non limitato, di acqua e vitamine (frutta, verdura)
- della nutrizione zuccherina (fibre solubili) idonea all'instaurarsi di un equilibrio della flora intestinale simbiotica
- della protezione immunitaria derivante da un'assenza di cibi ad alto potere allergogeno (alimentazione esclusiva al seno)
- dell'equilibrio psicofisico derivante dal contatto bocca-seno durante l'allattamento
Ci piace riconoscere in queste regole base le stesse regole di educazione alimentare che da anni proponiamo per DietaGIFT, scontrandoci talvolta con inspiegabili tendenze alla conservazione (Integrale? Scherziamo? Colazione ricca? Così si ingrassa!).
Sono i lavori scientifici (per esempio quelli da noi citati su "Dieta GIFT, dieta di segnale", edito da Rizzoli nel 2009), più che queste considerazioni "di colore", a darci conferma delle nostre intuizioni. Ci piaceva però segnalare queste analogie, in alcuni casi addirittura sorprendenti, per capire come certe volte, solo analizzando ciò che succede in natura, si trovino già moltissime risposte.
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