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Nuove piramidi all'orizzonte PDF Stampa E-mail
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di Luca Speciani   

L'Università La Sapienza di Roma ha prodotto, attraverso l'Istituto di Scienza dell'Alimentazione, una nuova piramide alimentare, che sostituisce la vecchia. Per chi non lo ricordasse si intende per piramide alimentare quella stratificazione di alimenti diversi che si reputano ideali per l'alimentazione umana: gli strati più bassi, come in una piramide, sono quelli con le maggiori quantità; quelli più alti sono invece costituiti dagli alimenti più "pericolosi".

piramidegiornaliera.jpgFinalmente, e con decine d'anni di ritardo, è stato acquisito il concetto che i carboidrati complessi (pane, pasta, riso, patate) non possano essere alla base della nostra alimentazione quotidiana, come per lungo tempo ci hanno fatto credere. Al loro posto è stato inserito un livello costituito da frutta e ortaggi. E' stata dunque finalmente recepita l'utilità del consumo massivo di carboidrati sotto forma di frutta e verdura (dal carico glicemico contenutissimo) in sostituzione di quello di sostanze amilacee, quasi sconosciute ai nostri antenati cacciatori-raccoglitori, dai quali abbiamo ereditato l'attuale nostro apparato digerente e le risposte ipotalamiche e leptiniche agli stimoli alimentari. Non va poi dimenticata la notevole ricchezza di vitamine, minerali, antiossidanti e acqua biologica di frutti e ortaggi freschi, che rende tale consumo ulteriormente raccomandabile.

Tuttavia un passo più coraggioso avrebbe portato lo strato dei carboidrati complessi un pochino più in alto, invece che appena sopra allo strato degli ortaggi. E ancora più coraggioso sarebbe stato il togliere dalle raccomandazioni dietologiche l'utilizzo di zucchero e dolciumi, invece che raccomandarne una porzione al giorno. Nessuno dice che non si possa mai mangiare un cucchiaino di zucchero, ma almeno se lo si fa, si sappia che si sta sbagliando, e non che si stanno seguendo le raccomandazioni dell'istituto di scienza dell'alimentazione.

Appena sotto ai dolciumi si trovano le proteine, come carni, pesci, uova. Ma anche qui un paio di affermazioni sembrano quantomeno discutibili. Prima di tutto prendiamo atto del fatto che i latticini e i formaggi sono raccomandati in modo più abbondante rispetto alle proteine animali come carne e pesce (quando oggi prendiamo atto di un consumo esagerato di grassi saturi attraverso formaggi e latticini). Ma davvero stupefacente è il constatare il fatto che nel gruppo delle carni vengano inseriti i legumi. Lo stupore è doppio: sia perché i legumi sono un alimento assolutamente raccomandabile (e spiace trovarlo appena sotto ai dolciumi), sia perché non paiono essere per nulla alimenti proteici. Chi opera nel campo della nutrizione dovrebbe sapere che la composizione media di un legume (fagioli, lenticchie) prevede un 20% circa di proteine abbinato ad un 55-60% di carboidrati (la pasta integrale, considerata da tutti un carboidrato puro, contiene il 12-14% di proteine).

Infine un plauso alla timida affermazione sui carboidrati ("da preferire quelli integrali"). Almeno è stato detto. E' così difficile dire: "i carboidrati da consumare sono solo quelli integrali"?
Insomma: passi avanti sì, ma lenti, lenti, lenti. Tra quanti anni suonerà la sveglia?

 

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